Stop al terminale di rigassificazione in località Zaule (Trieste)

Recentemente il comune di Muggia (Ts) si è espresso negativamente a riguardo del progetto del terminale di rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL) in località Zaule (Comune di Trieste), proposto da Gas Natural Internacional SDG SA.

Molte le motivazioni che giustificano questa posizione, principalmente di ordine economico. A bocciare il progetto per questioni ambientali provvede invece il Wwf, secondo il quale lo scarico di grandi volumi di acqua di mare, fredda e clorata, in un bacino ristretto e quasi privo di ricambio come la baia di Muggia, determinerebbe gravi danni al comparto biotico.

impianto previsto nella baia di Muggia

L’impiego congiunto di biocida (cloro) + shock termico + stress meccanico all’interno dell’impianto, comporterebbe l’annientamento di qualsiasi forma di vita veicolata dall’acqua, oltre all’ossidazione della sostanza organica, del particellato e dei nutrienti in essi disciolti (NH4+).

Questo trattamento riguarderebbe qualcosa come 600.000 metri cubi di acqua di mare al giorno, come dire il volume di un edificio di 20 piani con la base grande come Piazza Unità. L’intero ammontare dell’acqua della Baia di Muggia, che contiene un volume d’acqua non superiore a 100 milioni di metri cubi, verrebbe in pratica fatto fluire attraverso l’impianto per oltre due volte all’anno.

Secondo la relazione bibliografica critica prodotta dall’OGS di Trieste, Dipartimento Oceanografia Biologica la trasformazione dell’azoto ammoniacale nelle sue forme ossidate potrebbe determinare una diminuzione della Produttività Primaria locale, poiché questa specie chimica è uno dei fattori limitanti nello sviluppo degli organismi vegetali marini in un golfo oligotrofico come quello di Trieste.

La sterilizzazione e il raffreddamente di ingenti quantitativi d’acqua di mare inoltre agirebbero negativamente sulle popolazioni batteriche, che sono state recentemente descritte quali regolatori della biogeochimica degli ecosistemi acquatici. La cosa non è di poco conto se si considera che negli anni caratterizzati da una distribuzione dispersa del popolamento batterico (1997, 2000, 2002) si è verificato il fenomeno delle mucillagini nel golfo di Trieste.

Infine ci potrebbero essere ripercussioni sul fitoplancton: studi protratti sul lungo periodo indicano che quest’ultimo risponde ad eventi ambientali atipici in maniera graduale nel tempo. In particolare viene riferito della scomparsa delle caratteristiche fioriture del fitoplancton in corrispondenza dello scarico di un depuratore e dell’alterazione dello stato trofico del sistema nel corso dell’evento di siccità primaverile ed estiva del 2003. Il rigassificatore potrebbe rappresentare un ulteriore evento ambientale atipico.

Considerata la catena alimentare sarebbero quindi prevedibili ripercussioni negative sulla Flora (comunità planctonica, spore algali) e sulla Fauna (danneggiamento/uccisione di uova e larve di Pesci, Molluschi, Crostacei, ecc.) locali.

Bibliografia di riferimento

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