Il plancton riduce l’anidride carbonica

Che il cambiamento globale del clima sia un’ argomento tra i più sentiti non c’è alcun dubbio; oramai non passa giorno senza che si legga o si senta qualche notizia sul tema.

Le informazioni variano da toni allarmistici a toni più rassicuranti e tra questi ultimi abbiamo letto recentemente di un interessante studio condotto da alcuni ricercatori del Leibniz Institute of Marine Sciences di Kiel (Germania) sul plancton marino. Più precisamente si tratta di alcune stime numeriche sulla capacità che questi organismi marini hanno nel utilizzare l’eccesso di anidride carbonica (CO2) prodotta dalle attività antropiche

 

Se da un lato, sembra che una delle principali – se non la principale – causa del riscaldamento globale attuale sia da imputare all’elevata quantità di “gas serra” e in particolare all’anidride carbonica, dall’altro è noto che esistono dei fenomeni naturali in grado di abbassare o quantomeno contenere parzialmente la concentrazione di CO2 dell’atmosfera, come la capacità della CO2 gassosa di disciogliersi nell’acqua.

In realtà anche le piante sottraggono la CO2 dall’ambiente per utilizzarla come base per la creazione di composti organici, grazie alla fotosintesi. Questa componente biologica è particolarmente importante nel mare dove svolge un ruolo quantitativamente importantissimo nel contenimento della CO2; infatti in mare sono presenti enormi quantità di organismi vegetali che, pur essendo di piccole dimensioni, rappresentano una biomassa enorme. Ciò fa sì che l’oceano rappresenti il principale “sistema” in grado di contenere l’eccesso di CO2, ancor più di quanto possa avvenire grazie alle grandi foreste del pianeta

Nel loro studio, i ricercatori tedeschi hanno isolato un tratto di mare (pari a 27 metri cubi di acqua) e hanno dimostrato che a fronte di un aumento della CO2 atmosferica, le alghe planctoniche aumentano la loro capacità di crescita riducendo così la quantità di CO2 libera.

I risultati dello studio, ottenuti tramite l’uso di modelli matematici applicati alla concentrazione della CO2 prevista per i prossimi dieci anni, indicano un aumento fino al 39 per cento dell’assorbimento della CO2 dovuto agli organismi fotosintetici, che quindi possono essere considerati un prezioso alleato per alleviare il problema dell’effetto serra a livello globale.

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