La questione della pastura sulla pesca

Le domande piu’ frequenti rivolte a chi lavora con gli squali riguardano di solito l’uso della pastura per attirarli. L’idea che il sangue attiri gli squali da chilometri di distanza e’ una credenza ben radicata cosi’ come la convinzione che tutte le specie di squali reagiscano ad esso con frenesia alimentare.

Innanzitutto direi che bisogna fare un distinguo e cominciare a sfatare un mito: gli squali in generale e gli squali bianchi in particolare NON reagiscono in generale all’odore del sangue, ma solo all’odore del sangue delle loro prede abituali. Quando in Sud Africa hanno cominciato le attivita’ di cage diving, seguendo il mito, hanno pasturato con litri di sangue di mucca e pecora prestato da una macelleria locale. La lunga e brillante scia rossa si allungava trasportata dalla corrente e dopo qualche ora hanno visto una pinna di squalo bianco attraversarla. Lo squalo e’ quindi passato oltre la pastura senza degnarla di attenzione per puntare dritto alla barca di pescatori che stava pulendo il ponte a una cinquantina di metri di distanza.

Dopo diversi giorni di infruttuosi tentativi hanno provato a pasturare con sangue di pesce e finalmente gli squali hanno cominciato ad avvicinarsi. Al momento l’uso e il tipo di pastura utilizzato dalle compagnie di cage diving e’ strettamente regolato dal Department of Environmental Affairs of South Africa. Viene usato sangue di pesce e olio di fegato di pesce, il quale crea una scia oleosa visibile sulla superficie del mare.

A questo tipo di odore gli squali bianchi che si trovano nei dintorni reagiscono risalendo verso la fonte e aspettandosi una situazione detta di scavenging (situazione che si crea quando un animale marino muore). Si avvicinano pronti a nutrirsi con il minimo dispendio energetico, ma si trovano di fronte una barca di 13 metri, con una gabbia in metallo appesa da un lato con dentro degli animali mai visti prima. Come se non bastasse il pezzo di pesce morto che vedono nell’acqua e che e’ curiosamente attaccato ad una fune colorata, si muove quando loro si avvicinano.

Squalo bianco cerca di prendere la preda usata per attrarli vicino alla barca del cage diving (Shark Diving Unlimited, Gansbaai, South Africa).

La loro reazione a questo punto dipende da molti fattori che variano di giorno in giorno. Il comportamento dipende sia da fattori esterni (temperatura dell’acqua, visibilita’, stagione, luna ecc…) che interni: gli squali bianchi non sono tutti uguali e presentano caratteristiche individuali molto accentuate.

Quello che di sicuro non si verifica e’ la cosiddetta frenesia alimentare. Gli squali bianchi NON litigano per il cibo, ma sembrano presentare una gerarchia interna molto precisa che stabiliscono attraverso il linguaggio del corpo e forse altri sistemi di comunicazione che ancora non conosciamo.

Arrivano uno per volta sulla preda e ogni volta che arriva un nuovo squalo per 5, 7 minuti spariscono dalla superficie come per “rimettersi d’accordo”sull’ordine di apparizione.

Due squali bianchi si guardano l’ un l’atro nuotando in parallelo

L’idea quindi che se si sanguina in acqua si attirano gli squali e’ una bufala bella e buona, cosi’ come noi italiani reagiamo all’odore della pizza piu’ che all’odore del cibo tailandese (per fare un esempio….) allo stesso modo gli animali marini reagiscono agli odore del pesce e non a quello di una costata alla fiorentina.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *