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La Pinna nobile (Pinna nobilis) é il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo: le sue dimensioni possono arrivare fino a 70 – 80 cm e vive prevalentemente sul fondale sabbioso.
La conchiglia si trova per 1/3 infossata nel substrato mentre per i rimanenti 2/3 sporge dalla sabbia; essa si nutre e respira aprendo e chiudendo le valve in base all’intensità della luce.

Pinna nobilis, un esemplare nella prateria di fanerogame (foto E. Vinzi)


E’ una specie endemica del Mar Mediterraneo ed attualmente gode di un regime di protezione stabilito dalla Convenzione di Barcellona (1995) e dalla Direttiva Habitat della Comunità Europea (43/92).
La minaccia che incombe su questo animale riguarda soprattutto la riduzione del suo habitat naturale, conseguente alla sempre maggiore pressione antropica sulle aree marine costiere.

Al fine di quantificare la presenza di Pinna nobilis nel golfo di Trieste è stato avviato dai biologi del WWF – Area Marina Protetta di Miramare e coordinati dalla PhD Milena Tempesta, uno studio che è partito dalle acque tutelate di Miramare per poi estendersi ad altri punti di campionamento quali Punta Sottile, Grignano e le Trezze di Grado.

Il monitoraggio consiste sia nel conteggio e nella misurazione delle dimensioni degli individui, sia nel determinare la struttura della popolazione attraverso la stima della densità degli individui e la loro distribuzione spaziale.

ricercatori impegnati nel campionamento (foto E. Vinzi)

I risultati ottenuti in 3 anni di campionamenti hanno evidenziato come le nostre acque e in particolare quelle dell’AMP di Miramare, abbiano una densità di popolazione molto più elevata rispetto a quanto rinvenuto in lavori svolti in altre aree del Mediterraneo.
I pochi studi pubblicati su questa specie, determinano una difficoltà nello stabilire la densità di popolamento “normale”; tuttavia le densità attorno ai 10 individui/100m^2 sono oggi considerate dai ricercatori alte o molto alte.

nelle acque del golfo è stata censita un'alta densità di individui (foto E.Vinzi)

È rilevante notare che in media, qui da noi, sono stati censiti circa 20 individui su 100 m^2 di area campionata contro valori medi di 8 – 10 individui su 100 m^2 conteggiati presso il Parco Nazionale di Mljet in Croazia e i soli 2 - 3 esemplari per 100 m^2 rinvenuti nelle acque costiere maltesi e nelle riserve marine francesi e spagnole.

Queste disparità vanno comunque lette tenendo in considerazione gli ambienti e soprattutto le profondità diverse presenti nei siti studiati.
A questo proposito ricordiamo che l’Alto Adriatico per la presenza di bassi fondali e la ricchezza di nutrienti disciolti è un mare pescoso e ricco di biodiversità.

pinna nobilis e oloturia (foto E.Vinzi)

Analizzando la distribuzione delle taglie e quindi delle classi di età, nei diversi siti campionati in golfo di Trieste, si osserva la presenza, soprattutto a Miramare, di molti esemplari giovani.
Questo ultimo dato, starebbe ad indicare un buon tasso di riproduzione e attecchimento e quindi eleggere l’area protetta a serbatoio per il mantenimento di questa specie.

In senso più ampio le riserve marine, indipendentemente dalla loro estensione, sono sempre associate ad alti valori di densità, dimensioni e diversità specifica e possono rivelarsi essenziali per mantenere uno stock di riproduttori che attraverso l’effetto di fuoriuscita di larve (spill-over) possono incrementare le risorse marine viventi.




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