Come dicevo, non tutti gli squali sono uguali e oggi vorrei parlare di quelli che solitamente spopolano nei filmati di you tube e vengono ricercati come l’oro per girare le scene dei vari “Lo squalo 1…2…3….4…il ritorno….la vendetta…ecc…ecc…). Ci tengo a ripetere che devono essere davvero MOLTO ricercati, perché in 2 mesi di uscite (ogni giorno!!!) sulla barca del cage diving, solo in una occasione mi è capitato uno squalo particolarmente nervoso e con movimenti scattanti.

Quel giorno, uno squalo si è avvicinato alla preda nuotando velocemente e dopo un paio di visual inspection (nota: ispezione visiva:è un comportamento frequente in questi animali dalla vista molto sviluppata, hanno lo stesso rapporto tra coni e bastoncelli dell’occhio umano e vedono chiaramente e a colori, inoltre di notte sfruttano il tapetum lucidum per amplificare la poca luce disponibile) è arrivato a bocca aperta sulla preda, mancandola ha effettuato una rapida torsione su se stesso. In meno di un secondo era di nuovo all’attacco e intenzionato a mangiare il pezzo di tonno, che nel frattempo veniva ritirato verso la barca (e anche piuttosto velocemente!!!).

preda formata da un pezzo di tonno legato ad una boa
Infatti, durante le uscite giornaliere di cage diving, c’è un uomo addetto a ritirare velocemente la preda (formata da un pezzo di tonno legato ad una boa, legata a sua volta ad una cima) per evitare che gli squali la mangino, questo viene fatto per il triplice motivo di non ingozzare di pesce surgelato gli squali, di non far associare le barche del cage diving alla presenza di cibo disponibile e infine all’impossibilità di trasportare sulla barca (e di comprare …) 30 kg di tonno al giorno.
Perché le cose funzionino al meglio, viene effettuato un notevole lavoro di squadra: un membro della ciurma avverte l’avvicinamento dello squalo alla preda stando sul ponte superiore, un altro è quello che recupera velocemente il tonno e, nel caso in cui uno squalo particolarmente veloce mangi la preda, altri due membri della ciurma la sostituiscono velocemente con un nuovo pezzo di pesce …e talvolta anche con una nuova boa.
Quando il nostro squalo ha cercato di avventarsi sulla preda che gli stava venendo sottratta, ha avuto un bel problemino…. negli ultimi istanti di un attacco, infatti, per proteggere la preziosa vista, gli squali ruotano all’indietro gli occhi e affidano l’individuazione della preda alle ampolle del Lorenzini (un 6° senso presente in tutti gli squali, nella zona del rostro ed intorno agli occhi, per captare i campi elettrici). Non potendo vedere dove stava andando è quindi finito a bocca spalancata contro il bordo della gabbia (fortunatamente protetto da corde per evitare danni agli squali)….e li si è letteralmente incastrato!

rimasto incastrato !
Parecchio infastidito e contrariato dal mordere un pezzo di ferro al posto del suo tanto pregustato pezzo di tonno, ha cominciato a dimenarsi per disincagliare i numerosi denti e infine, per la felicità dei turisti nella gabbia….si è allontanato ed è sparito. Velocemente così com’è apparso.

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