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Anche quest’estate si è svolto il monitoraggio sulla distribuzione dei ricci della specie Paracentrotus lividus nelle acque dell’AMP di Miramare. La specie viene tenuta sotto osservazione in quanto si tratta del più importante erbivoro che popola i substrati di acque basse costiere e che spesso influenza l’abbondanza e la composizione delle alghe fotofile.

Giovanile di Paracentrotus lividus nella zona di marea dell’AMP di Miramare (foto Archivio AMP)

Giovanile di Paracentrotus lividus nella zona di marea dell’AMP di Miramare (foto Archivio AMP)

Sono stati raccolti dati sulla distribuzione spaziale del popolamento, il tipo di substrato su cui sono presenti, l’abbondanza, la densità e le dimensioni dei singoli esemplari. Sono state individuate 24 stazioni di campionamento distribuite nella fascia infralitorale lungo tutto il perimetro costiero della Riserva suddivise in 6 tipologie di substrato, dai grandi massi rocciosi ai ciottoli di diametro inferiore ai 30 cm. Un totale di 905 esemplari sono stati contati e misurati in immersione con l’uso di un calibro e registrata la copertura algale di ogni sito campionato oltre alla presenza di eventuali predatori.
I risultati ottenuti mostrano una netta separazione tra i popolamenti presenti sulle stazioni a substrato duro omogeneo (grossi massi rocciosi in posizione verticale e/o orizzontale) e quelle formate da ciottoli. Le prime infatti sono caratterizzate dalla presenza di ricci di dimensioni diverse ma con la prevalenza di quelli di piccole dimensioni sotto i 2,5 cm di diametro (giovanili) mentre sui ciottoli si ritrovano soprattutto quelli più grandi dai 3,6 ai 6 cm di diametro. Le stazioni con presenza di giovanili, inoltre, sono spesso situate in zone esposte a correnti e onde e con una ricca copertura algale. Su questi habitat di roccia calcarea le post-larve riescono a scavare piccoli buchi (bioerosione) nel quali proteggersi dai predatori e dall’azione del mare. Una volta cresciuti i ricci più grandi migrano in zone a moda più calma su roccia o ciottoli purché in vicinanza di presenza algale.
La rugosità del substrato sembra quindi essere un fattore discriminante per l’insediamento delle post-larve che hanno comportamento sessile fino al raggiungimento di una taglia-soglia oltre la quale si inizia una sorta di migrazione verso altri luoghi di elezione alla ricerca di cibo costituito in prevalenza da alghe brune (quali Cystoseria spp., Padina pavonica, Dicthyota dichotoma) seguite dalle alghe rosse (come la Corallina sp.) e dalle alghe verdi (tipo il Codium sp.).
La struttura di popolazione dei ricci campionati risulta costituita per circa il 60% da individui piccoli (diametro inferiore a 2,5 cm) mentre gli individui grandi con diametro superiore ai 5 cm sono poco presenti tanto che solo 8 esemplari sui 905 misurati avevano un diametro compreso tra 5,2 e 6 cm che è anche la misura massima trovata una sola volta. Dato che la raccolta di ricci non è consentita all’interno dell’AMP, la ragione dell’assenza di ricci di dimensioni molto grandi va cercata nella mortalità naturale, essenzialmente predazione, e nella competizione intraspecifica per il cibo e per lo spazio vitale. In Alto Adriatico i principali predatori di ricci adulti sono essenzialmente due tipi di saraghi, il maggiore (Diplodus sargus) e il fasciato (Diplodus vulgaris) che sono in grado di regolarne la densità di popolazione anche se altre specie quali la stella marina Marthasterias glacialis e la grancevola (Maya squinado) sono in grado di nutrirsi di ricci. Nello studio in corso non si sono osservate interazioni trofiche tra saraghi e ricci e alcuni studi sul comportamento alimentare di saraghi presenti in aree marine della zona orientale del Mar Adriatico dimostrano che non è presente P. lividus nel loro contenuto stomacale. La relazione quindi tra popolazione di saraghi e popolazione di ricci nella Riserva sembra non avere una correlazione significativa mentre risulta più importante la frammentazione del habitat elettivo a giustificare una presenza non continua di ricci lungo le coste dell’area protetta.

di M. Tempesta



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