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La sera di domenica 6 settembre 2015, un esemplare di grosse dimensioni di tartaruga marina della specie Caretta caretta è stata ritrovata spiaggiata sul lungomare triestino all’altezza degli stabilimenti balneari denominati Topolini a Barcola. L’esemplare non presentava segni evidenti di ferite o contusioni che potessero ricondurre alla causa di morte e la carcassa era ormai in decomposizione, gonfia e con perdita di liquidi.

Caretta caretta foto tratta datta rete

Caretta caretta. Foto tratta datta rete

Il rinvenimento di tartarughe marine morte sia spiaggiate che in mare non è una rarità e anche quest’estate durante le uscite di monitoraggio in Golfo di Trieste ne sono state osservate alcune. Dal database degli spiaggiamenti aggiornato al 2015 si hanno in media dai 15 ai 30 casi all’anno, almeno di quelli ufficialmente censiti. L’eccezionalità in questo caso è dovuta alla presenza sulla pinna posteriore sinistra della tartaruga morta di una targhetta in plastica verde codificata KY207 posizionata dall’associazione greca ARCHELON che da molti anni si occupa di conservazione e studio delle tartarughe marine nella zona ovest del Peloponneso e sull’Isola di Zacinto (Parco Marino) dove si trovano le spiagge a maggior densità di siti di nidificazione di C. caretta di tutto il Mediterraneo.

Targhetta ritrovata sulla carcassa della tartaruga. Foto M. Tempesta

Targhetta ritrovata sulla carcassa della tartaruga. Foto M. Tempesta

Dopo aver contattato il dott. Dimitris Margaritoulis, responsabile scientifico dell’associazione ARCHELON, si è riusciti a sapere che la targhetta era stata posizionata su questo individuo il 12 luglio 2014 dopo la sua prima deposizione di uova in un nido scavato sulla spiaggia di Kyparissia Bay nel Peloponneso Ovest. Il fatto che avesse nidificato per la prima volta lo scorso anno indica che ormai era un individuo adulto di età attorno ai 25-30 anni. Inoltre è molto probabile che sia anche nata su quella spiaggia dato che le tartarughe ritornano per riprodursi nei lidi in cui sono uscite dal proprio uovo. Poi iniziano la loro fase pelagica in mare aperto e proprio la zona dell’Alto Adriatico è considerata un’area ad alta frequentazione di tartarughe marine provenienti dai siti riproduttivi della Grecia. Seguendo le correnti principali che risalgono verso Nord, questi rettili vengono ad alimentarsi qui dove trovano fondali bassi e ricchi di cibo (piante marine, crostacei, molluschi, pesci).

Targhetta ritrovata sulla carcassa della tartaruga. Foto M. Tempesta

Targhetta ritrovata sulla carcassa della tartaruga. Foto M. Tempesta

Purtroppo le condizioni di cattiva conservazione della carcassa non hanno reso possibile il recupero di campioni per eventuali analisi post-mortem e quindi le cause del decesso rimangono sconosciute.

di M. Tempesta




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