Si terrà venerdì 18 giugno alle ore 18.30 presso la Società Vela Oscar Cosulich di Monfalcone il primo dei tre incontri pubblici sul problema dell’inquinamento acustico sottomarino. Questo evento è parte del progetto «Sordo come un pesce», finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e curato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste e dalla WWF-Riserva Naturale Marina di Miramare. Scopo del progetto è quello di analizzare lo stato del clima acustico subacqueo di importanti aree costiere della provincia di Gorizia con diversi gradi di antropizzazione, valutando il contributo all’inquinamento acustico sottomarino determinato dalle imbarcazioni ricreative.
Il mare infatti non è un mondo silenzioso, anche se quando immergiamo le orecchie sotto il pelo dell’acqua potrebbe sembrarci così. In realtà esso è caratterizzato da numerose fonti sonore, biologiche e antropiche, che contribuiscono a creare il rumore ambientale di fondo.
Il progetto «Sordo come un pesce» nasce dalla consapevolezza che il rumore generato dal traffico marittimo è la principale sorgente d’inquinamento acustico nel Mediterraneo. Poiché la presenza di navi in movimento induce un aumento del rumore di fondo in un’area molto più vasta di quella circostante le singole imbarcazioni, si può affermare – senza esagerare - che nel Mediterraneo non ci sono più aree «silenziose» per le specie che lo abitano. Purtroppo l’esposizione al rumore può produrre un’ampia gamma di effetti negativi su gran parte delle specie marine (allontanamento da aree sensibili, modificazione delle rotte migratorie, riduzione della comunicazione tra individui, problemi legati alla navigazione e all’alimentazione, danni al sistema uditivo e stress).
Non si tratta di problemi solo teorici. Studi preliminari effettuati a Miramare hanno dimostrato che il Golfo di Trieste è un’area molto rumorosa per le specie che lo abitano. Si consideri poi come il mare prospiciente il litorale isontino è vissuto con grande intensità, per lavoro, per vacanza e per sport. In provincia di Gorizia la nautica da diporto e la cantieristica navale rappresentano le colonne portanti della cosiddetta «economia del mare»: se il comparto navale è una delle specializzazioni storiche di Monfalcone, la nautica da diporto si è affermata successivamente, distinguendosi però per gli alti tassi di crescita e le elevate performance economiche. Laddove entrambi i comparti sono destinati a subire una trasformazione accelerata, è necessario prevedere la creazione, di pari passo, di soluzioni innovative atte all’abbattimento degli impatti antropici sugli ecosistemi costieri.
Valutare la pressione antropica generata dalla presenza di attività portuali e diportistiche è di particolare rilevanza in un territorio, come quello della provincia di Gorizia, che si estende tra realtà eterogenee, partendo dal polo cantieristico e diportistico di Monfalcone e della centrale termoelettrica, passando per porzioni di territorio poco antropizzate [parte terminale della Riserva Naturale Foce Isonzo (P.ta Sdobba) e la Riserva Naturale Valle Cavanata (Fossalon)], per terminare con il polo nautico di Grado.
Mettere in atto misure mirate a minimizzare gli impatti umani sugli stock ittici, diminuirebbero la probabilità di allontanamento di specie di interesse naturalistico e commerciale dalle aree suddette, come già dimostrato da numerose ricerche internazionali. Inoltre creare linee guida per la salvaguardia di un’area, quale quella provinciale, a forte interesse turistico – naturalistico significa, di fatto, garantire al meglio lo sviluppo territoriale locale. Preservare un ambiente integro ed intatto, infatti, sottende inequivocabilmente al benessere ed agli interessi, anche economici, di molteplici attori ed attività legati al mare.
Scarica qui l’invito per il primo incontro




[...] Al via il progetto “Sordo come un pesce” [...]