Ieri si è tenuto il secondo incontro organizzato da Legambiente e previsto nell’ambito del progetto “Sano come un pesce?”: gli incontri sulla filiera del pesce per un consumo consapevole.
Anche questo appuntamento si è rivelato interessantissimo.
Si è parlato di produzione, di mercato, di qualità, controlli e consumo.
Per i prodotti locali ne è emerso un quadro molto confortante; essi sono caratterizzati da un’ottima qualità sia per i sistemi di produzione spesso garantiti, ancora prima che dai controlli capillari e puntuali, da un codice deontologico degli stessi produttori, sia per la commercializzazione che vanta una filiera corta e quindi offre ai consumatori un prodotto locale fresco.
I relatori che si sono succeduti nei loro interventi hanno trattato argomenti molto vari ma tutti di grandissimo interesse; si è così passati dal sistema dei controlli, oggi supportato anche dalle tecniche genetiche che eliminano le ogni sorta di incertezza, alle caratteristiche nutrizionali dei prodotti ittici che possono rendere migliore la nostra alimentazione quotidiana, alle competenze dirette di alcuni produttori.
Questi hanno raccontato le loro esperienze e problemi con cui sono chiamati a confrontarsi nella pratica quotidiana del loro lavoro.
Chi oggi fa questo mestiere deve avere una grande flessibilità, infatti non è più sufficiente occuparsi solo della produzione ma è diventato indispensabile gestire il rapporto con il mercato e confrontarsi con le Istituzioni che gestiscono i controlli ma anche le sovvenzioni pubbliche a sostegno del settore.
E’ così che oggi un mestiere tradizionale come quello del pescatore coincide sempre più spesso anche con il mestiere del commerciante: sono numerosissimi i casi dove il pescatore sta dietro ad un banco di vendita per proporre ai consumatori finali il proprio pescato e sono numerosissimi gli allevatori che si occupano di strategie di mercato e di “immagine” del prodotto.
E’ orami diffusa la consapevolezza che un rapporto di fiducia tra produttore e consumatore è una necessità oltre che un vantaggio comune a tutti.
relazioni tenute nel corso del primo incontro



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